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Foglio Collegamento - Maggio PDF Stampa E-mail

PROSSIMAMENTE

9 MAGGIO

ore 17.45 Sala Livio Paladin c/o Palazzo Moroni

nel primo anniversario della morte del sen. Luigi Gui, Daria Gabusi,  presenta il suo libro

"La svolta democratica nell’istruzione italiana"

Luigi Gui e la politica scolastica del centro-sinistra (1962-1968)

22 MAGGIO

festa dedicata agli adulti di AC della diocesi; sarà a Villatora e si svolgerà dalle 8.45 alle 17,00 compresa l'Eucarestia; è prevista la presenza del presidente nazionale Franco Miano

28-29 MAGGIO

Pellegrinaggio notturno dei giovani con i frati francescani conventuali

Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede

da sabato 28 maggio, ore 21.30 a domenica 29 maggio, ore 11.00

29 MAGGIO

festa vicariale degli incontri dei ragazzi dell'ACR

dalle 15.00 alle 17.30

23-26 GIUGNO

festa della nostra comunità di Madonna Pellegrina

tutte le realtà della parrocchia sono invitate a essere presenti

per ulteriori informazioni Giorgio Pizzeghello 335/7486151

 
Dal compendio della Dottrina Sociale della Chiesa PDF Stampa E-mail
La spiritualità del fedele laico

545 I fedeli laici sono chiamati a coltivare un'autentica spiritualità laicale, che li rigeneri come uomini e donne nuovi, immersi nel mistero di Dio e inseriti nella società, santi e santificatori. Una simile spiritualità edifica il mondo secondo lo Spirito di Gesù: rende capaci di guardare oltre la storia, senza allontanarsene; di coltivare un amore appassionato per Dio, senza distogliere lo sguardo dai fratelli, che si riescono anzi a vedere come li vede il Signore e ad amare come Lui li ama. È una spiritualità che rifugge sia lo spiritualismo intimista sia l'attivismo sociale e sa esprimersi in una sintesi vitale che conferisce unità, significato e speranza all'esistenza, per tante e varie ragioni contraddittoria e frammentata. Animati da tale spiritualità, i fedeli laici possono contribuire, « come un fermento alla santificazione del mondo quasi dall'interno, adempiendo i compiti loro propri guidati da spirito evangelico, e così... manifestare Cristo agli altri prima di tutto con la testimonianza della propria vita ».1144

546 I fedeli laici devono fortificare la loro vita spirituale e morale, maturando le competenze richieste per lo svolgimento dei propri doveri sociali. L'approfondimento delle motivazioni interiori e l'acquisizione dello stile appropriato all'impegno in campo sociale e politico sono frutto di un percorso dinamico e permanente di formazione, orientato anzitutto a raggiungere un'armonia tra la vita, nella sua complessità, e la fede. Nell'esperienza del credente, infatti, « non possono esserci due vite parallele: da una parte la vita cosiddetta “spirituale”, con i suoi valori e con le sue esigenze; e dall'altra, la vita cosiddetta “secolare”, ossia la vita di famiglia, di lavoro, dei rapporti sociali, dell'impegno politico e della cultura ».1145

La sintesi tra fede e vita richiede un cammino scandito con sapienza dagli elementi qualificanti dell'itinerario cristiano: il riferimento alla Parola di Dio; la celebrazione liturgica del Mistero cristiano; la preghiera personale; l'esperienza ecclesiale autentica, arricchita dal particolare servizio formativo di sagge guide spirituali; l'esercizio delle virtù sociali e il perseverante impegno di formazione culturale e professionale.

 
Niente regali alle mafie! PDF Stampa E-mail


Nasce Libera Padova
"La lotta alla mafia non può fermarsi a una sola stanza, la lotta alla mafia deve coinvolgere l’intero palazzo. All’opera del muratore deve affiancarsi quella dell’ingegnere. Se pulisci una stanza non puoi ignorare che altre stanze possono essere sporche, che magari l’ascensore non funziona, che non ci sono le scale…" G. Falcone
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Notizie dell'Azione Cattolica Parrocchiale PDF Stampa E-mail

 

In Ac è festa grande

di Maria Graziano

Perché l’Azione Cattolica l’8 dicembre di ogni anno celebra la festa dell’adesione all’associazione? Tra i tanti motivi, scegliamone cinque… Cinque motivi per cui oggi vale la pena di dire “sì” e festeggiare l’Azione Cattolica nella comunità cristiana.

Primo. Aderire all’AC è dire “sì” ad un ideale: a vivere da “benedetti per benedire…”; il gesto della benedizione della tessera, firmata dall’aderente e controfirmata dal presidente parrocchiale dell’associazione, dal presidente diocesano, dal presidente nazionale…ci ricorda che l’Associazione tutta s’impegna a farci scoprire e incarnare ciò per cui oggi ci viene donata la vita; a festeggiare ogni anno perché siamo chiamati a vivere, non a sopravvivere; a sentire il valore di dare la vita alle persone, ai luoghi in cui siamo inseriti; a scoprire che ognuno di noi, in qualunque situazione si trovi, può generare novità, bellezza, gioia. Riceviamo in dono qualcuno da amare: davanti alla comunità cristiana, con un impegno pubblico e visibile, diciamo “sì”a dare la vita alle persone che il Signore ci farà incontrare.

Secondo. Aderire all’AC è dire “sì “ ad un progetto di formazione permanente. Basta credere in Dio per scegliere i suoi criteri? Forse oggi viene più naturale “stare un po’ qua, un po’ là”, invece ricevere la tessera davanti alla comunità cristiana ci rende esposti; andando controcorrente, ci fa uscire dall’anonimato: l’adesione all’AC che si rinnova ogni anno ricorda che l’adesione a Cristo non avviene una volta per sempre, che ogni giorno abbiamo la necessità di avere a cuore la formazione della nostra persona. E l’AC, con il suo progetto, i suoi itinerari, le sue proposte, ci offre questa possibilità.

Terzo. Aderire all’AC è dire “sì” alla formazione personale ma in un gruppo che sostiene e vivifica il cammino di ognuno. La conversione, che scaturisce da un serio cammino di fede, è un rientrare in un flusso di vita. Nel gruppo, dunque, ci si allena a vivere il cuore della vita cristiana: vita sacramentale, preghiera quotidiana, accompagnamento spirituale, discernimento sui problemi del territorio, della vita del Paese e del mondo…; si è spronati a scegliere cioè a prendersi delle responsabilità: il contrario di farsi rimorchiare, di vivere alla giornata; quindi ci si aiuta reciprocamente a vivere la propria autonomia e libertà. Con questa esperienza l’AC dà valore alla relazione con altre persone, che non sono scelte per legami d’amicizia o di parentela ma per esigenze condivise di formazione, e di questa relazione fa un vincolo, tramite l’adesione: l’associazione s’impegna a suscitare la nostalgia di Dio, inducendo a riscoprire la fede come esperienza che cresce insieme agli altri, non solo nella sfera privata, attraverso proposte che fanno sperimentare il valore e la bellezza di essere Chiesa. Oggi festeggiare l’adesione all’AC è ricordare, dunque, che questi laici sono chiamati ad assumere la vita della chiesa come la vita della propria famiglia; sono laici vicini ai loro Pastori con l’affetto dei figli e la maturità di persone adulte che sanno assumersi le proprie responsabilità.

Quarto. La scelta dell’ unitarietà dell’associazione sottolinea poi il primato della comunità rispetto alle sue componenti e l’esigenza di cammini formativi graduali e progressivi, che con coerenza e continuità accompagnino una persona a diventare e a vivere da adulto nella fede. Aderire all’AC è aderire ad un’esperienza forte di dialogo intergenerazionale in cui le differenze contano per arricchirsi: unitarietà è sinonimo di unità, non di uniformità; per noi educare è un’ impresa comunitaria – unitaria che passa per lo scambio affettuoso tra diverse generazioni. Oltre ai cammini formativi adeguati ad ogni età, si condividono, infatti, luoghi di discernimento comunitario (consiglio, assemblea) che educano i giovani e gli adulti a prendersi cura dei ragazzi; gli adulti ad accompagnare i giovani nel maturare la capacità di relazione, la crescita del senso ecclesiale – comunitario, lo sviluppo del senso civico e politico.

Quinto. Come si sostiene l’AC? L’AC è libera perché si sostiene da sola. Ogni socio una volta all’anno contribuisce economicamente esprimendo, anche con questo gesto, il segno di un coinvolgimento della persona che non si risparmia, mettendo in atto ogni risorsa, ogni intuizione e condividendo il frutto dei propri sacrifici…

L’AC opera dappertutto, nelle parrocchie e nelle diocesi: chi non conosce il lavoro gratuito ed appassionato di tanti responsabili, giovani e adulti, che in forma di volontariato danno la propria vita …perché la fede parli alla vita di oggi, ma anche e soprattutto perché la vita di oggi interroghi la fede?

 

Il link del vecchio sito : http://presidenzaac.googlepages.com/

 
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